Sine Requie

Regole di Sine Requie Anno XIII

La prima campagna è ambientata nel Sanctum Imperium.

I Misteri di Monte Croce

Avventura introduttiva ambientata a Trento (nella Venezia Tridentina e Cadore aka Trentino Alto-Adige), liberamente ispirata dall'avventura introduttiva di Sanctum Imperium (I Misteri di Monte della Croce).

I personaggi

Fabrizio Martinelli, Cacciatore di Morti [Giampi]
Benito "Tito" Gottardi, Crociato [Marco]
Domezio Bardi, Giornalista Laico [Zo]
Damiano Costa, Malavitoso [Marte]
Virgilio Bernardi, Sotium Inquisitoris [Pelle]

20150122

Il gruppo viene convocato al castello del Buonconsiglio dal Vescovo in persona. Eppure nella sala spoglia che vi si apre davanti a parlare è un templare, un maestro templare, Giovanni Battista D'Aiello.
Egli vi chiede di investigare gli strani avvenimenti che sono avvenuti nelle scorse settimane a Monte Croce. Vi consegna direttamente la lettera di un suo fidato informatore sul luogo, tale Bruno Oss, portavoce degli Excubitor di Monte Croce. Per avere massima libertà di movimento nel villaggio, D'Aiello vi suggerisce di travestirvi da medici (opportunamente scortati) in missione per delle vaccinazioni.
Il gruppo accetta la proposta e si accomiata educatamente dal templare senza sollevare ulteriori questioni.

Accompagnati in un piazzale interno, il gruppo viene dotato di un pesante baule di metallo, chiuso con un pesante lucchetto e di un camioncino militare coperto, in buone condizioni.
Dentro il baule vi sono i documenti, i vestiti e gli arnesi del mestiere delle tre identità false: Gaetano Schirri, medico laico; Pasquale Vittoriello, infermiere al seguito di Gaetano; Frate Enrico, un francescano semplice, mandato dalla Curia di Trento per guidare i medici.

Si decide quindi di assumere subito le identità fasulle: Virgilio diventa Frate Enrico, Damiano diventa Gaetano mentre Benito e Fabrizio mantengono le proprie identità. Benito in particolare fingerà di essere un cacciatore di morti. (ad esclusione, rimarrebbe Domezio che dovrebbe prendere l'identità di Pasquale Vittoriello). Cambiatisi immeditamente d'abito, il camion parte guidato da Virgilio (Fra Enrico) e dalla profonda conoscenza del territorio di Fabrizio ("…ma sì giù da quelle parti, vai per Borgo", ma in realtà non sa esattamente dove sia).

Dopo aver attraversato l'aspro crinale dei "crozi" il gruppo scende in Valsugana. La strada è coperta di neve, detriti, profonde buche e carcasse di mezzi. Verso il primo pomeriggio il camion transita nei pressi di Pergine attraversando il ponte sul Fersina: la città è pesantamente infestata da Morti e il castello appare assediato e troppo pericoloso da raggiungere. Si decide quindi di cercare una stazione di sosta poco lontana.

Nella grigia giornata invernale le tenebre scendono minacciose ed è ormai completamente buio quando il camion si ferma davanti all'abitazione con le croci bianche, simbolo di una stazione di sosta, territorio franco per tutti, tranne che per i morti. La stazione però è in pessime condizioni: mantenendo motore e fari accesi il gruppo, privo di altre fonti di luce, inizia a perlustrarla. Dopo pochi minuti Fabrizio e Tito escono trionfanti dichiarando che è tutto pulito, ma non si rendono conto di essere coperti di sangue: terrorizzati dalla possibilità della presenza di un morto il gruppo esplora il secondo piano, dove trova i resti di un viandante ormai congelati, inspiegabilmente non reattivo.
Senza troppi complimenti nè ulteriori analisi, il corpo viene dilaniato e gettato nella neve che copre i campi circostanti.

Nel frattempo, un guardingo Damiano riesce ad abbattare una creatura con la sua pistola: trattasi di un piccolo cerbiatto che si aggirava al limitare della radura. Recuperata la salma e opportunamente "trattata", il gruppo si scalda, trova ristoro e passa la notte al sicuro grazie al lavoro di fine cesellatura dell'improvvisato falegname Fabrizio, che si preccupa di sbarrare le finestre e la vecchia porta dell'abitazione. Infine il gruppo si avvolge nelle umidicce e luride coperte trovate in giro per la casa e dorme placidamente fino al mattino successivo.

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