Hallara: Storia

1. La nascita di Hallara

Molto tempo fa la magia era stata sviluppata fin troppo, le sperimentazioni e gli incantesimi erano andati oltre l'immaginabile, e ben presto l'arroganza dei maghi avrebbe portato a una triste conclusione. Fu allora che Noes, il Saggio, decise di correre ai ripari prima dell'inevitabile fine: insieme ai suoi otto discepoli, aveva deciso di costruire la più grande nave volante mai vista; questo dopo la visione di un possibile futuro, tramite tecniche avanzate di divinazione. Lo scopo era salvare un gran numero di vite da ciò che poteva avvenire.

Quello che Noes non sapeva è che le sue azioni avrebbero dato origine al futuro divinato. Difatti la costruzione della più grande nave volante non fu vista come un mezzo di salvezza, da altri, ma come un'arma di conquista e distruzione. Così una Gilda di potenti invocatori iniziò a scrivere un incantesimo mai visto prima, che avrebbe assicurato a loro il predominio assoluto: venne chiamato Appello al Supremo, poiché le loro intenzioni erano quelle d'invocare l'Entità Creatrice che avrebbe riportato l'ordine e l'armonia nel mondo. Purtroppo, quando si gioca con forze che sfuggono alla nostra comprensione, i risultati non possono essere certo controllati. Lo stesso Noes cerco di venire a patti con la Gilda spiegando il motivo della costruzione della nave, ma costoro non vollero sentire ragione e proseguirono nei loro intenti; alla fine, l'arroganza e la presunzione di essere nel giusto ebbero la meglio sul buon senso, ed ultimati i preparativi dell'invocazione finale, la gilda si chiuse nella sua fortezza e per tre giorni e tre notti, ed i suoi discepoli incanalarono i poteri magici nel rituale, studiato per anni.

Noes nel mentre aveva ultimato la sua nave volante, e imbarcati quanti riuscì a convincere a seguirlo, prese il volo verso Ovest. Alla fine, la visione di Noes era giusta ma egli pianse amaramente quando si rese conto di essere stato parte dell'ingranaggio che aveva dato origine a tutto. L'invocazione funzionò, ma non come avevano previsto i membri della gilda: alla fine del lungo rituale ciò che venne portato sulla terra non fu l'Entità Creatrice, o meglio non fu quello che gli invocatori si aspettavano! Nel cielo apparve un altro sole, o questo fu quello che pensarono all'inizio tutti ma col passare delle ore i più saggi si resero conto che non era un sole, ma bensì un grande corpo celeste. Gli invocatori presi dal terrore per ciò che avevano fatto, si percossero il petto, e piansero e si disperarono, alcuni fuggirono sulle montagne o nelle profondità della terra, altri rimasero inermi difronte all'inevitabile, altri ancora tentarono un incantesimo per dissipare l'Appello Supremo…ma ormai era troppo tardi; ciò che era stato invocato, non poteva più essere rimandato indietro. Noes osservò con le lacrime che gli rigavano il viso tutto questo e disse: "Alla fine siete riusciti a invocare l'Entità Creatrice, ma non avevate previsto che avrebbe avuto questo aspetto. Piango per coloro che sono rimasti sulla terra, perché per loro non ci sarà scampo; per nostra fortuna però tutto non è perduto, la vita su questa terra non dovrà ricominciare da zero, ed il nostro compito sarà evitare che gli errori del passato si ripetano. Speriamo che nel nostro cammino verso un futuro migliore non ci siano altre lezioni di vita che richiedano un prezzo così alto per essere apprese.

Si dice che quando il corpo celeste colpì la terra, per ore non si sentì altro che il rumore di un rombo incessante, e chi ebbe il coraggio di guardare dall'alto il suolo non vide che polvere e nebbia e fumo, che si alzavano da ogni dove e questa devastazione durò per diverse lune. Quando tutto questo cessò, la nave volante di Noes atterrò su un'isola, e qui venne fondata la città di Hallara.

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