Racconti
Table of Contents

Il segreto di Torgar

Slovia, Lyris, Magador, Eldenora…i regni degli uomini sono in conflitto per la supremazia sul territorio, mentre incombe la minaccia di un'invasione di giak dalle Darklands, a Nord. Il vescovo di Varetta, Raleigh, incarica uno dei suoi chierici più fidati, Jozan, di accorrere alla richiesta di aiuto del vescovo di Rioma: questi afferma che i morti si stanno alzando dalle loro tombe!

Jozan viene affiancato da uno zelante paladino di Varetta, Regdar, mentre a guidare il gruppo attraverso queste terre pericolose, lontano dalle zone di conflitto, sarà un uomo misterioso di nome Soveliss. Prima di lasciare la cattedrale di Varetta, Jozan ha una conversazione riservata con il vescovo, che sembra preoccuparlo.

I tre viaggiano per tre giorni fino a Rioma, dove incontrano il vescovo Dyron, realmente spaventato per ciò che sta accadendo alla sua città. Il vescovo conduce di persona i compagni fino al cimitero. Ben presto l'intuito di Regdar e il fiuto di Soveliss rivelano che non sono i morti ad essersi levati dalle tombe: si tratta infatti di un furto di cadaveri! Qualcuno ha dissotterrato le salme e le ha portate a braccio fuori dal luogo sepolcrale.

Il giorno seguente, Soveliss, affiancato dal suo compagno lupo Wraith, riprende la pista, che li conduce verso la desolazione del Danarg. Gli acquitrini rendono difficile seguire le tracce, ma all'orizzonte essi scorgono la sinistra figura della fortezza di Torgar, tristemente famosa per i fatti terribili che vi si svolsero durante l'ultimo grande conflitto.

Superata la zona paludosa, Soveliss riesce a trovare nuovamente la pista: un carro si dirige dritto verso Torgar. La fortezza è circondata da un fossato, quasi asciutto. Le mura sono alte venti metri e al suo centro un altissimo torrione nero in rovina si staglia nettamente nel cielo plumbeo. Dalle mura penzolano i corpi carbonizzati, ormai scheletrici, degli antichi padroni della rocca. A parte il gracchiare dei corvi, alti nel cielo, il silenzio è inquietante.

Soveliss scopre un passaggio attraverso i canali di scolo che un tempo riversavano nel fossato, e il gruppo lo segue. La fortezza al suo interno è immersa nell'oscurità, così Soveliss decide di spalancare il portone principale della rocca: la luce del sole illumina finalmente un gigantesco salone, ma il rumore attira un paio di orchi di guardia. Il gruppo però non ha alcun problema a liberarsene.

L'esplorazione continua fino a raggiungere un passaggio tra le mura esterne e il lugubre torrione principale. Qui i tre si imbattono in un gruppo di orchi guidati da un grosso e pericoloso ogre. I tre decidono di ritirarsi nelle mura e sbarrare la porta, mentre Regdar scova alcune finestre ad arco che danno sul cortile interno. I tre ingaggiano una battaglia a distanza uccidendo a colpi di frecce gli orchi, mentre il loro capo, duro a morire, è costretto a ritirarsi…

I nostri seguono con lo sguardo il nemico che fugge, poi odono in lontananza delle grida, rumore di battaglia e infine il silenzio. Nel cortile che separa le mura dal torrione si trovano macerie, qualche carro abbandonato e delle piccole strutture di legno che si ammassano lungo il perimetro. Da una finestra più in basso sul lato Ovest delle mura un uomo lascia cadere il proprio zaino, per poi calarsi a sua volta nel cortile, seguito da un compagno.

Decisi a scoprire di più, i tre si affacciano al portone interno per poi irrompere nel cortile…proprio nel mentre il grosso ogre si affaccia alla porta, per poi crollare a terra in un bagno di sangue. Raggiunto il torrione, Jozan decide di bussare alla porta per scoprire che cosa succede.

Dopo qualche minuto, la porta si apre e ne escono degli armigeri, che celano le proprie armature e tengono le armi sguainate. Fra di loro, si fa strada un uomo avvolto in un mantello nero, che intima loro di andarsene o di fare la fine degli orchi "disturbatori". Ma appena i tre fanno cenno di voltare le spalle, l'uomo chiude la porta e lascia detto agli armigeri di uccidere gli intrusi.

Inzia un combattimento violento, che fin dall'inizio vede il gruppo in netto vantaggio. Regdar si fa strada fino alla porta, ma in quel momento sopraggiunge un altro guerriero in armatura pesante, che dà al gruppo qualche difficoltà. Eliminati tutti gli avversari, i tre si gettano all'inseguimento del chierico oscuro dentro la torre, attraverso le sale di tortura, sempre più giù, fino a raggiungere una grande sala, al cui centro si trova un pozzo.

Il chierico raggiunge un gruppo di persone, tra cui altri uomini ammantati, armigeri e un uomo alto in un'armatura luccicante, che dopo qualche esitazione Regdar riconosce per essere niente meno che il Principe di Varetta! Un corpo senza vita è caricato su una struttura e sta per essere calato verso l'abisso senza fondo. Il chierico afferma di essersi sbarazzato di alcuni intrusi e il Principe gli intima di riprendere velocemente la cerimonia: un patto sancito con il dio degli abissi, Naar.

I cultisti iniziano a recitare una litania, ma vengono interrotti da una freccia di Soveliss che va a conficcarsi nella spalla del maestro. Inizia così uno scontro pericoloso: gli armigeri si dirigono verso il gruppo, mentre Regdar, incapace di trattenere la propria ira verso il culto malvagio, gli va incontro.

I soldati del Principe si precipitano incontro a Redgar e al lupo di Soveliss, Wraith, mentre lo stesso Soveliss fa piovere frecce dal suo arco e Jozan fornisce supporto con i suoi incantesimi divini. Regdar si sbarazza degli armigeri e parte alla carica contro il chierico di Naar, che nel frattempo si è ripreso grazie a un incantesimo.

Il Principe, con uno scatto si avvicina alla carrucola e taglia la fune, lasciando precipitare il corpo sospeso nell'oscurità. Soveliss colpisce uno dei cultisti, che precipita nell'abisso. Gli altri estraggono un pugnale sacrificale scuro dalla lama ondulata, e si tagliano la gola, cadendo a uno a uno nel pozzo.

Il combattimento continua e il gruppo continua la sua scia di sangue: il Principe, gravemente ferito da una freccia, ferma Regdar e gli sussurra che soltanto il chierico di Naar è in grado di controllare ciò che sta uscendo dall'abisso, ovvero il suo "nuovo esercito" e quindi di lasciarlo vivo. Ma nello stesso momento l'ennesima freccia si conficca nel petto del sacerdote di Naar, uccidendolo. Il Principe, coperto di sangue, cerca di afferrare Regdar e gettarlo nel pozzo, ma questi si difende e lo uccide.

Il gruppo riesce a sentire una specie di fruscio provenire dal basso e si dà alla fuga. Jozan sale verso l'ingresso, deciso a "sigillare" la torre con la misteriosa pergamena del vescovo Raleigh. Il resto del gruppo lo raggiunge in tempo e Jozan recita la pergamena: la torre stessa inizia a tremare e spronfondare nella terra, così il gruppo si allontana.

Tornati a Varetta, il vescovo ringrazia il gruppo per la riuscita della missione. Soveliss riceve le sue monete d'oro, Regdar viene nominato capo del suo ordine, mentre Jozan diviene vicario del vescovo di Varetta. Ma non è tutto oro ciò che luccica: all'orizzonte, dalle mura della città, si vedono numerose truppe che recano gli stendardi delle Darklands.

Salvo diversa indicazione, il contenuto di questa pagina è sotto licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 License