Valdemos
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Valdemos è uno dei quattro Apostoli dell'Impero di Metapos, pertanto ricopre la carica istituzionale religiosa più vicina all'Imperatore, tanto da essere considerato un diretto "portavoce" della volontà dello stesso Imperatore.

Avventure

Durante i fatti narrati in "Nel covo dei serpenti", Valdemos giunge aDaaram come diplomatico per incontrare sia il capo-clan degli yuan-ti Mer'shaa, sia il pericoloso criminale chiamato "Jaqqa". Durante lo sbarco, Valdemos viene accolto da un giovane militante dei "ribelli", che tenta di ucciderlo; Valdemos mostra di possedere dei poteri telecinetici. Lo scopo dell'incontro era quello di formare un'alleanza tra queste tre forze, garantita dalla forza militare dell'Impero, che desse stabilità ai territori del Continente Meridionale. Per sancire il patto, Mer'shaa offriva agli imperiali la tecnologia yuan-ti delle bocche di fuoco - a insaputa dell'Impero gli yuan-ti portavano avanti il piano segreto di risvegliare un antico re defunto per farne il loro nuovo dio - mentre Jaqqa dal canto suo offriva l'antico tesoro dei Servitori dell'Abisso. Quella di Jaqqa si rivelò poi essere soltanto una trappola per ottenere il dominio assoluto sulla metropoli. Dallo scontro, Valdemos uscì comunque illeso.

Durante i fatti narrati in salto nel buio, si scopre che Valdemos in passato fu un uomo chiamato Malin; si scopre inoltre che egli è un incantatore dai poteri devastanti, in grado di creare potenti illusioni, di generare una nube tossica mortale, o di inghiottire un'intero galeone in un globo di oscurità.

Background

BOZZA - allora io pensavo che l'apostolo non fosse una persona a caso, ma vista la natura stessa dell'impero, il falso dio utilizzi la gerarchia esistente che "alleva" i nuovi ranghi per tenere insieme l'impero, un mix tra ordine militare e religioso. Quindi l'apostolo è di fatto uno dei tanti giovani che sono "donati" dalle famiglie più o meno nobili che fanno parte dell'impero. La famiglia per l'apostolo non è mai esistita, visto che dai 5 anni ha sempre vissuto in un "monastero/scuola" dell'impero, nel quale è stato cresciuto per seguire gli ordini, sia come guerriero, sia come chierico

qui tra mille prove (tipo ordine massonico), si avanza nei ranghi dell'impero, acquisendo sempre più potere sugli altri e salendo di gerarchia, fino a diventare "pretoriano"

questi pretoriani, tipo quelli dell'impero romano, fanno voto di servire l'imperatore, per sempre, con la propria vita.

peccato che su Catalah questo voglia dire abbandonare la propria individualità ed indossare poi la maschera, diventando di atto pupazzetti in mano al falso dio, che può controllarli a piacere

quindi l'apostolo la maggior parte del tempo è se stesso: un guerriero/chierico che vive per l'impero, ma a volte può essere la voce del dio stesso, se il dio lo vuole

questo non toglie che la famiglia originaria non abbia tentato negli anni ad avere dei collegamenti con l'apostolo, sia perché è un membro della famiglia, sia perché riuscire ad influenzarlo anche minimamente vuol dire avere un grande potere

quindi non è un fanatico, ne un pazzo, ne un robot. E' una persona che ci crede profondamente a quello che fa, alla civiltà che difende contro i nemici, in modo implacabile

chiaramente è anche un po' razzista, perché è cresciuto in una società molto razzista

ma è anche pragmatico, altrimenti non sarebbe stato mandato a fare il diplomatico

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