Nel Covo dei Serpenti
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I protagonisti: Hank, calahan (umano) chierico - Kyrios, sauran (lucertoloide) mago - Mohr, umano druido - Randal, mezzelfo ladro - Rizlas, silvan (elfo selvaggio) - Uzbar, calahan (pelleverde) barbaro


1

Qualche settimana dopo aver affrontato i naga schiavisti - come si racconta in Oceano Blu - il gruppo di avventurieri si riunisce ad Astra in casa di Bradon e del cercatore Dimitrios, noto come Sparviero. Uzbar decide di seguire Bradon per sciogliere la maledizione che li affligge, mentre suo fratello fa ritorno alle pianure dei pelleverde.

Sparviero si rimette in contatto con Scarlatta, un cercatore che vive nel Continente Meridionale, nel tentativo di capire quale sia l'oscuro progetto dei naga e a che cosa possa servire loro la forza-lavoro degli schiavi.

Ben presto i nostri scoprono l'origine del nome affibiato a Dimitrios: la capacità di "volare alto e vedere più in là" di dove gli occhi possono arrivare. Durante la pratica divinatoria Sparviero mostra loro immagini oniriche dentro al fuoco, che divengono mano a mano più nitide e mostrano un esercito nemico, sceso da navi senza vessillo, mettere a ferro e fuoco la Città Libera di Astra.

Bradon e il Maestro vengono a sapere che effetti simili alla maledizione che ha colpito il gruppo sono stati annoverati da coloro che facevano ritorno dalle Terre Desolate. Per raggiungere quei luoghi infestati è necessario attraversare praticamente tutto il territorio dell'Impero: un viaggio pericoloso che i due cercatori possono portare avanti soltanto cammuffati grazie ai poteri di Bradon.

Nel frattempo, messi in allarme dal silenzio di Scarlatta e dalle visioni di Sparviero, i nostri si ritrovano nuovamente a bordo del noto Libeccio sotto la guida dell'altrettanto noto Capitano Agapyos, e ancora diretti verso il Continente Meridionale, Karnasa, destinazione Daaram. Il primo passo è della missione è trovare Scarlatta.

Dopo sei giorni di navigazione, i nostri ormeggiano verso mezzogiorno al Molo degli Stranieri della caotica metropoli di Daaram: sul porto si affacciano i tozzi edifici in pietra costruiti dagli imperiali, dietro ai quali si alzano torreggianti le gigantesche mangrovie chiamate joog nel cui tronco gli slaan costruirono i loro antichi insediamenti. Oltre la capitaneria, i compagni notano un solido edificio simile a una rocca nell'acqua che porta i vessilli imperiali. Quindi si addentrano nel quartiere del porto e trovano ristoro in un piccolo locale gestito da un vecchio di nome Alexei.

Dall'uomo essi scoprono che la città soffre di un grave squilibrio strutturale, eredità della sua natura di colonia dell'impero: gli slaan sono la maggioranza della popolazione, ma i ruoli di amministrazione sono tutti coperti da umani. Le autorità devono chiudere un occhio verso gli slaad, esattamente come hanno fatto con le ultime violenze subite da alcuni naga nel loro quartiere (gli slaan odiano i naga più di qualsiasi altra razza). L'uomo è preoccupato dal futuro e teme che presto avverrà una rivolta.

Intanto Mohr assume la forma di un rapace e compie dei giri di ricognizione sull'enorme città, sfreccia tra le mangrovie, sopra alle tende colorate delle chiatte del Mercato Galleggiante e tra le rovine del Mercato Nero, per poi dirigersi in mare aperto, dove scruta una grande navi in avvicinamento: la nave reca il vessillo imperiale ricamato sulle vele scure…poi alcuni uomini a bordo lo notano e lo indicano a un uomo misterioso, il cui volto è coperto da una maschera.

2

Il gruppo lascia la locanda e si divide. Kyros, Randal, Rizlas e Uzbar si avviano lungo una strada interna che costeggia il molo e notano una coppia di slaan ricattare un mercante naga. Randal decide di seguire i "ricattatori" e scopre che la loro prossima vittima è proprio il vecchio locandiere, Alexei. Mentre uno degli slaan è entrato nella locanda, il mezzelfo si apposta silenzioso sul tetto dell'edificio di fronte e uccide lo slaan di guardia a sangue freddo con un dardo. Quando sopraggiunge il compagno, uccide anche quello, gli strappa la borsa con le monete e si allontana di corsa.

Kyros, Rizlas e Uzbar entrano nella bottega di armaiolo gestita dal naga ricattato. Uzbar è ubriaco e infastidisce il mercante, che lamenta di avere già abbastanza problemi con i continui ricatti. Tuttavia poi il barbaro riesce a trattare con il naga e ottiene da questo un ottimo prezzo per l'incantamento della sua ascia in cambio di aiuto nel proteggere la merce della bottega durante la notte successiva dalla visita dei ricattatori.

Nel frattempo giunge trafelato Randal, che cerca di rubare un quadrello e si fa cacciare in malo modo; poco dopo rientra per lasciare a terra la borsa di monete rubata agli slaan. Kyros ottiene dal mercante una promessa di aiuto a trovare Scarlatta.

Il gruppo scopre che esiste un gruppo organizzato di "rinnegati", ribelli che mirano a rovesciare l'Impero e i naga per riconsegnare Daaram al popolo che la fondò, gli slaan. Mentre osservano la strada, Kyros e Rizlas notano un ragazzo che sta osservando il porto da un angolo. Kyros gli si avvicina mentre Rizlas gli scaglia contro il suo falco: spaventato, il ragazzo si dà alla fuga tra la folla sulla banchina.

Nel frattempo Mohr utilizza i suoi poteri per carpire informazioni dagli animali ma non scopre turbamento nel loro stato d'animo. Hank vaga per il porto alla ricerca di informazioni su Scarlatta e vede approdare il veliero dell'Impero. La forma dello scafo inquietante: la prua sembra avere la forma di una bestia con le fauci spalancate. Sul fianco è scritto "Giustizia".

Poi Hank si scontra con il ragazzo messo in fuga da Rizlas: egli si sta muovendo verso la grande nave imperiale. Hank nota l'uomo con la maschera d'oro mentre sta scendendo dalla nave, sempre circondato da figure ammantate. In quel momento viene raggiunto da Mohr e i due notano che il ragazzo ha estratto un coltello e si sta muovendo nella direzione dell'uomo dalla maschera d'oro!

Mohr lancia un incantesimo che surriscalda il coltello nel tentativo di fermare il ragazzo. Poi avviene tutto in pochi secondi: il ragazzo si fa spazio tra la folla, rompe il cordone dei soldati e lanciando un grido si avventa contro l'uomo con la maschera d'oro. Le figure incappucciate si frappongono fra vittima e aggressore. Prima di colpirlo, però, lascia cadere l'arma incandescente e i ruoli si invertono: l'uomo con la maschera si avvicina al ragazzo, alza il braccio e stringe il pugno e il ragazzo cade a terra apparentemente senza vita.

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Il ragazzo e la sua arma magica vengono portati via velocemente da alcuni soldati, mentre altri rinforzano il cordone per tenere lontano la folla in subbuglio, dentro cui si perde il grido di protesta lanciato da Mohr verso l'uomo con la maschera d'oro. Il corteo riprende la marcia verso la "rocca" sotto gli occhi di due osservatori distaccati notati da Hank e Mohr. I due uomini si consultano per poi ritirarsi nell'ombra di una casa.

Il gruppo si riunisce nella bottega del naga armaiolo. Hank scopre dal naga, Sirlin, un'altra possibile pista per trovare Scarlatta: la città - i bassifondi e il Mercato Nero - sono controllati da uno slaan pericoloso, di nome Jaqqa. Nulla si muove a Daaram senza che egli lo venga a sapere, perciò potrebbe avere delle informazioni.

Mentre esce a farsi un giro, Randal viene additato da un uomo a due soldati di guardia ma riesce a seminarli. Mohr attacca briga con i due uomini ed evoca una creatura mostruosa: la situazione prende una brutta piega ma Randal interviene gettando una pietra del tuono che produce un rombo assordante. I due soldati sono prima frastornati e poi messi in fuga da Uzbar che fa a pezzi il mostro. Il frastuono attira diversi curiosi e Randal si defila, seguito da Mohr. Randal cerca dei vestiti per cammuffarsi.

I due raggiungono il gruppo al negozio soltanto al calare del sole. La bottega di Sirlin è chiusa e il naga ha lasciato il compagno ad affiancare il gruppo.

La luna è ora alta nel cielo scuro. Randal e Mohr si accorgono di un rumore che proviene dal tetto dell'edificio e i rumori al piano di sopra mettono in allerta Hank e Uzbar che si dirigono verso la porta dietro il bancone quando la maniglia si abbassa e la porta si apre, lasciando che il debole lume della stanza illumini la figura sgraziata di uno slaan.

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Hank si getta contro l'aggressore slaan e lo uccide. Uzbar lo segue e i due si ritrovano ad affrontare altri due slaan sulla scalinata malmessa che porta sopra al negozio. Uzbar vibra un solo colpo per uccidere lo slaan che ha davanti, mentre Hank evoca una spada fiammeggiante e si libera anche dell'ultimo slaan in vista.

Randal si muove sui tetti e raggiunge l'edificio per scoprire che la botola è stata forzata. Calatosi all'interno realizza di trovarsi in un solaio; poi scorge un'altra botola aperta da cui proviene la luce di una torcia.

Mohr, in forma d'aquila, raggiunge il davanzale di una finestra al primo piano attirando l'attenzione di un uomo ammantato che sostiene una torcia e pare chiude le fila degli aggressori. Rizlas lascia la sua posizione e si arrampica per raggiungere Mohr. L'ultimo slaan fa marcia indietro e l'uomo ordina la ritirata troppo tardi: Mohr fa ingresso nel corridoio al primo piano e lancia un incantesimo divino, una colonna di luce che dalle nubi cade sull'edificio, creando un grosso buco nel soffitto dell'edificio per poi esplodere sugli aggressori. Lo slaan rimane ucciso all'instante, mentre l'uomo, con un movimento rapido, riesce ad eludere parzialmente l'attacco.

L'uomo ferito si trova davanti anche Rizlas che lo ferisce con la spada, costringendolo a fuggire attraverso una porta aperta su una stanza buia. L'uomo pronuncia una parola arcana e avvolgendosi nel suo mantello sparisce nel nulla. Rizlas lo insegue e si ritrova nella stanza di Sirlin che giace ferito a terra. Nel frattempo Mohr evoca un direwolf che attacca a vista il mercante. Il naga sta per morire dissanguato ma viene ristabilito dallo stesso Mohr.

Hank utilizza i suoi poteri curativi per guarire le ferite mortali del mercante e lo porta al piano di sotto, nella bottega. Qui uno degli slaan, ancora vivo, è stato catturato per essere interrogato. Sirlin rivela un tatuaggio che la creatura ha sul corpo: l'emblema del clan di Jaqqa.

Il gruppo si getta all'inseguimento dell'uomo col mantello e si ritrova nelle fogne sotterranee di Daaram: superato presto il disgusto il gruppo raggiunge un cunicolo più stretto da cui provengono i passi del fuggitivo. Finalmente l'uomo viene raggiunto dalle creature evocate da Mohr e da Uzbar che lo solleva e lo mette al muro. Rizlas gli scopre il capo: si tratta di un uomo sui trent'anni, dalla pelle scura, il volto coperto di sudore e di sangue. L'uomo fa spuntare una lama dallo stivale per colpire l'elfo ma non ci riesce. Uzbar lo colpisce in faccia, facendogli perdere i sensi. Il gruppo torna sui propri passi senza però accorgersi che Randal è rimasto nel cunicolo, deciso a scoprire dove si trovi il Mercato Nero di Daaram.

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Randal attraversa dei cunicoli e raggiunge una grande stanza piena di rifiuti, ma una grossa creatura dotata di tentacoli lo costringe ad abbandonare l'esplorazione delle fogne. Alla bottega, Hank interroga lo slaan catturato, cercando di cavargli qualche risposta con la forza: l'umanoide è uno dei figli di Jaqqa, mandato da questi a punire Sirlin per il suo presunto "tradimento".

Nel frattempo il resto del gruppo fa ritorno alla bottega di Sirlin, guidato da Rizlas; grazie ai suoi sensi acuti, l'elfo scorge però alcuni soldati e un gruppo di civili raccolti nei pressi della bottega: pare che il fracasso provocato dagli incantesimi e dal combattimento non siano passati inosservati…

Sirlin invita Hank e Kyrios a lasciare il suo negozio quando le guardie bussano alla sua porta, ma Hank, prima di fuggire, uccide lo slaan catturato. I due tentano di defilare passando sui tetti, ma la strada costringe Hank a trasportare sé stesso e il compagno in strada con un incantesimo di porta dimensionale.

Il gruppo si riunisce e si rifugia in una bettola lurida, gestita da un sauran che chiede un compenso per permettere al gruppo di nascondersi con l'uomo catturato. Uzbar lo imbavaglia, Randal e Rizlas lo legano con una corda. Poi l'elfo stabilizza le condizioni dell'uomo con delle erbe medicinali.

Passano un paio d'ore quando l'uomo dalla pelle scura si sveglia. Uzbar, Randal, Hank e Kyrios iniziano ad interrogarlo: l'uomo, non troppo intimorito, rivela di chiamarsi Maarkos e di provenire dai Gemelli - dove ha conosciuto anche il nemico giurato di Randal, un criminale che si fa chiamare Sciacallo - e di essere poi fuggito a Daaram, abbandonando tutto; senza speranza, è stato successivamente accolto da Jaqqa come "uno dei suoi figli".

I compagni gli domandano se conosca l'identità dell'uomo con la maschera. Maarkos dice di sapere soltanto che si tratta di un altissimo funzionario dell'Impero, un "Apostolo". A detta di Maarkos, Jaqqa non fa parte di coloro che cospirano contro l'Impero - i Rinnegati di Daaram - in quanto pare che egli non abbia ancora preso una decisione finale riguardo le proprie alleanze.

Poi Kyrios fa il nome di Scarlatta, attirando l'attenzione di Maarkos: pare che Scarlatta fosse l'unica naga a cui Jaqqa permettesse di entrare liberamente nella propria casa…prima che sparisse nel nulla!

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I nostri interrogano Maarkos e alla fine riescono a trovare un accordo: in cambio della libertà e del suo mantello, il luogotenente di Jaqqa negozierà con il proprio padrone perché l'incidente presso la bottega di Sirlin sia dimenticato - pare che Jaqqa sia solito vendicare brutalmente la morte dei suoi "figli" - e dà al gruppo informazioni su Scarlatta: il gruppo scopre che la Cercatrice abitava in un capanno nel quartiere del Mercato Galleggiante e che frequentava un locale piuttosto presso il faro, gestito da un uomo di nome Theutras. Maarkos viene lasciato andare.

Il gruppo si dirige alla locanda di Theutras: un locale ampio e affollato, frequentato anche dagli imperiali, dove si mangia bene spendendo poco. Randal viene avvicinato da un lucertoloide che in un primo momento gli chiede aiuto per dirottare un mercantile ma poi finisce per vendergli della droga, chiamata polvere di stelle.

Quando il locale si svuota, Randal e Uzbar avvicinano Theutras e gli chiedono di Scarlatta. Riescono a scoprire che Scarlatta lavorava per un uomo, un ex-militare; il locandiere faceva il passacarte, consegnando alla giovane naga i messaggi dell'uomo. Pare che prima di sparire, Scarlatta fosse in contatto con alcuni yuan-ti di alto rango presso il proprio clan. Randal suppone che il locandiere abbia ricevuto un ultimo messaggio, successivo alla scomparsa di Scarlatta e mai consegnatole, e convince questi a farglielo leggere. Il messaggio dice:

    Al tramonto al Tempio di Earine. Q.

7

Il gruppo decide di cercare l'abitazione di Scarlatta e lasciano il Molo degli Stranieri per raggiungere il quartiere del Mercato Galleggiante, dove decine e decine di chiatte in ammollo sulle acque stagnanti ospitano bancarelle che vendono mercanzia di ogni genere.

Le radici delle gigantesche mangrovie chiamate joog formano dei canali, mentre arrampicate sui tronchi degli alberi stessi si scorgono centinaia di capanne di diverse dimensioni. Una zattera costruita sul guscio vuoto di una testuggine dragone sta portando - sotto gli occhi di tutti! - una gabbia al cui interno si vedono diversi umanoidi in catene.

Randal si separa dagli altri per seguire la zattera accordandosi con Uzbar di ritrovarsi al tempio di Earine al tramonto. Il mezzelfo affitta a sua volta una zattera sgangherata e scopre che - quelli che apparentemente paiono - gli schiavisti, stanno portando la loro "merce" verso le Antiche Rovine, dove la vegetazione non permette al sole di irradiare direttamente le acque scure. Randal scopre con orrore che una grossa bestia sta nuotando poco sotto il pelo dell'acqua attorno alla sua piccola zattera.

Uzbar scorge un grande joog dal tronco spezzato, circondato da diversi slaan che stanno cercando di ripulire la zona…così si avvicina fingendo di voler dare una mano per raccogliere informazioni. Uzbar scopre così che Scarlatta abitava lì e che pare che l'albero sia stato abbattuto da una violenta tempesta dieci giorni fa. Uzbar si infila nell'abitazione allagata della naga Cercatrice e raccoglie dei fogli sparsi galleggianti.

L'attenzione di Rizlas è invece attratta da una creatura misteriosa, che cerca goffamente di non farsi notare: ha le sembianze di un insetto antropomorfo. L'elfo vi riconosce la figura di un odiato kibra. Tuttavia, l'immagine del kibra è piuttosto diversa da quella che riaffiora dai ricordi e dagli antichi racconti: il kibra indossa uno stravagante mantello con delle pietruzze pensili e si regge a un bastone nodoso.

Mohr e Hank si avvicinano incuriositi per parlare con la creatura, che si siede incrociando i quattro arti superiori: la voce lenta e quasi metallica della creatura si fa lentamente spazio nella loro testa, lasciando Hank sconvolto.

Randal viene attaccato da un enome bestia simile a un coccodrillo che cerca dapprima di divorarlo e poi sfascia la piccola zattera con un colpo di coda. Il giovane mezzelfo tenta di arrampicarsi sulle radici di un joog, ma scivola e cade nelle acque verdastre. Quasi per miracolo riesce a sfuggire alla bestia rifugiandosi fra le radici.

Mentre chiede degli schiavisti, Uzbar si ritrova alle spalle un uomo robusto dalla scura barba incolta e con il volto segnato da numerose cicatrici che pare avere delle risposte.

8

Non senza qualche segno di riluttanza il gruppo segue l'uomo, che dice di chiamarsi Qendor e promette di avere delle informazioni da scambiare. Questi li conduce in un anonimo magazzino appartato nel quartiere popoloso del porto, nei pressi della roccaforte imperiale.

Qendor rivela di sapere diverse cose sul conto dei nostri: sa quando sono sbarcati e da quale nave, ed è curioso di sapere quale sia la loro vera identità. L'uomo dice di essere stato un legionario dell'Impero, ma di essersi ricreduto e di combattere ora per la causa dei rinnegati di Daaram la sola vera forza in grado di riportare l'antichissima città in mano ai suoi legittimi padroni: gli slaan.

I ribelli sanno che le trattative in corso tra l'Impero ed alcuni clan naga sono pericolose per la città e per l'equilibrio del Continente Meridionale…e forse anche per l'intera Calatah! Su questo essi cercano di fare leva per ottenere l'appoggio di Jaqqa, che però non sembra ancora essersi sbilanciato a favore né dell'Impero e dei suoi nuovi alleati, né degli stessi rinnegati.

L'uomo dice inoltre di conoscere Scarlatta e anche di sapere che ella si destreggiava fra le diverse forze in gioco, passando informazioni in cambio di altre informazioni: Qendor è l'uomo che ella doveva raggiungere al Tempio di Earine. All'appuntamento, purtroppo, non si è mai presentata. Egli ritiene che Scarlatta abbia scoperto la traccia degli schiavisti e che da questi sia stata catturata…è quindi fondamentale cercare di capire che cosa rappresentino gli appunti sconnessi su quei pochi fogli bagnati recuperati da Uzbar.

Qendor dice di poter aiutare il gruppo in cambio del loro aiuto nel salvare il giovane rinnegato che ha attentato alla vita dell'Apostolo, ma che qualcuno ha ostacolato…lascia inoltre intendere che i rinnegati credono nel coinvolgimento dei nostri e che se così fosse, la vita del ragazzo - e la sua arma - sarebbero finite nelle mani dell'Impero per colpa loro.

Nella palude, Randal si accorge di essere solo e invoca aiuto. Dopo un tempo che pare interminabile, alcuni slaan sbucano dall'edificio in rovina con una zattera e intimano a Randal di seguirli. Il mezzelfo però si nasconde e li attacca: inizia un lungo scontro, in cui il mezzelfo utilizzando in modo tattico l'ambiente a proprio favore riesce ad uccidere uno ad uno tutti gli slaan ed appropriarsi della loro chiatta. Tuttavia è costretto a fare uso del suo potere più occulto per fronteggiare l'ultimo assalitore. Ferito ma ancora in piedi, Randal nota che il sole si sta abbassando oltre l'orizzonte ed è tempo di ricongiungersi al resto del gruppo.

9

Il sole tramonta mentre Randal e i suoi compagni si riuniscono sul promontorio dove si trova un tempio dedicato a Earine. Insieme, decidono di investigare sulle rovine fuori Daaram dove Randal ha visto portare gli schiavi. Durante la discesa verso il porto, tuttavia, vengono fermati da due soldati dell'Impero che intimano loro di seguirli; il gruppo accetta, non senza qualche esitazione da parte di Randal.

I due imperiali conducono il gruppo alla roccaforte, edificata sopra un grande scoglio e raggiungibile attraversando un grande ponte di pietra illuminato dalle torce. Dopo aver attraversato un grande portone di ferro, i nostri vengono accolti nella stanza spoglia di un ufficiale, che chiede ai nostri spiegazioni riguardo la messa in fuga di due soldati da parte degli stessi nella giornata precedente.

L'ufficiale sospetta il coinvolgimento del gruppo anche nella morte di due slaan del clan di Jaqqa. Non riuscendo a scucire una risposta con cui compilare il suo rapporto, mette in fermo i compagni, suggerendo loro che, per quanto putride, le celle della fortezza possono sembrare comode rispetto al pensare di venire sgozzati nella notte dagli assassini di Jaqqa.

I compagni vengono denudati, privati del loro equipaggiamento e viene data loro una veste cenciosa. Rizlas risponde alle provocazioni di due soldati, che gli promettono di fargli visita durante la notte. Randal riesce a nascondere in bocca una fibia, con cui intende costruire un arnese da scasso improvvisato.

Il gruppo viene condotto nelle buie segrete della rocca. Durante la notte, due soldati si infilano nella cella di Rizlas ed inizia un pestaggio a sangue, dal quale alla fine però l'elfo, snello ma robusto, ha la meglio; il carceriere porta via con timore i corpi tramortiti dei commilitoni quando Randal riesce a scassinare la serratura: Rizlas tramortisce l'uomo e i due compagni liberano gli amici.

Randal utilizza il proprio potere oscuro per prendere le sembianze del carceriere. Spossati e male armati, i compagni cercano di fuggire alle segrete imperiali. Durante la fuga, però, si imbattono in una sala degli interrogatori, dove un giovane ragazzo è stato brutalmente torturato: Hank riconosce nel volto del giovane l'attentatore alla vita dell'Apostolo.

10

Dopo qualche attimo di esitazione, i compagni decidono di portare con sé il prigioniero, che dice di chiamarsi Silas, e mettono in scena un rocambolesco piano di fuga.

I nostri raggiungono il corridoio principale per trovare il loro equipaggiamento, guidati da un incantesimo localizza oggetto di Hank e coperti dalla sfera di invisibilità di Kyrios. Irrompono quindi nel magazzino dove sono conservati i beni dei prigionieri: un ufficiale sta appuntando l'inventario accompagnato da un soldato.

Randal - sotto le sembianze di un secondino - riporta all'ufficiale che ci sono degli evasi, tra cui il giovane rinnegato. Il capitano lo segue nelle segrete e ordina al subordinato di radunare subito un drappello e assicurare l'ingresso principale: raggiunta la camera di tortura, il capitano formula l'ipotesi che il prigioniero sia fuggita attraverso il "sanguedotto", seguendo i canali di scolo fino al mare.

Randal spegne la torcia e nell'oscurità si dirige verso le celle per liberare i prigionieri e creare scompiglio. Il capitano, messo in allarme, si precipita a tentoni verso il piano superiore per cercare aiuto.

Il resto del gruppo recupera i propri averi e si equipaggia. Hank ruba una spada magica avvolto in un fodero scuro. L'arma magica di Silas, quella dell'attentato, non viene trovata.

Kyrios - ancora invisibile - trova una stanza con una finestra e propone di fuggire da lì. Quasi nello stesso istante il capitano raggiunge il corridoio con un gruppo di soldati e ordina la cattura dei fuggitivi. Rizlas e Uzbar si tuffano in mare, Kyrios levita seguendo le mura esterne, mentre Hank si allontana in volo rapidamente; purtroppo la sorte è avversa al giovane Silas, che viene bloccato con un incantesimo dal capitano e nuovamente fatto prigioniero.

Nel frattempo un grosso drappello guidato da un sottufficiale raggiunge le segrete. Due prigionieri liberati da Randal causano però qualche problema ai soldati. Randal riesce a raggiungere di nuovo la camera di tortura e con qualche difficoltà dovuta al suo tentativo di liberarsi anche del sottufficiale si infila nei canali di scolo, poi precipita verso il basso e con diversi lividi raggiunge il mare aperto.

Il gruppo si riunisce e raggiunge il magazzino di Quendor, che però non è in casa. Vengono accolti con esitazione da una donna ma un mezzelfo in abiti lussuosi decide di lasciarli entrare.

Randal invece cerca di nascondersi nella soffitta della bottega di Sirlin, ma i suoi movimenti silenziosi vengono rilevati da uno yuan-ti mezzo-sangue, la cui testa mostruosa pare in tutto e per tutto quella di un grosso serpente.

11

Randal si rifugia su un tetto vicino e vi si addormenta ma a notte fonda viene svegliato da Mohr, che gli rivela di essere sopravvissuto grazie a un nascondiglio creato magicamente da lui stesso fuori città. Mohr riconosce la figura di Quendor in strada, i due compagni gli si rivelano e decidono di seguire l'uomo. Così raggiungono i compagni a casa del mezzelfo chiamato Valxsys.

Il mezzelfo restituisce gli appunti di Scarlatta a Uzbar - che non ricorda di avergliele mai consegnate! - dicendogli che vi troverà qualcosa di interessante. Poi siede al centro della stanza e offre ai compagni di fumare un narghilè. Grazie a un incantesimo, Hank riesce a riparare le pagine degli appunti di Scarlatta e cerca di riordinarle.

//Mese della Gelata, 1060// - Lo Sparviero mi chiama. Lascio Silmer con il cuore angosciato. 
Il mio popolo è confuso...c’è una lotta in corso per la supremazia. 

Noi clan delle Zanne di Fuoco temiano per ciò che potrà accadere: crediamo che le Vipere Urlanti 
stiano portando a termine un designo complesso per vincere questa battaglia. La cosa importante 
è che l’equilibrio fra le parti sia mantenuto, ma esse - le Vipere - sono disposte a tutto.

//Mese delle Piogge, 1060// - Quello che faccio, scambiare informazioni. Tutti si fidano di me, 
ma nessuno si fida completamente...e di chi posso fidarmi io, nella Città dei Segreti?

Ho ottenuto l'appoggio dei rinnegati e perfino del terribile Jaqqa! - non è stato facile guadagnare 
la sua fiducia: gli slaad più anziani odiano soltanto noi naga più del giogo imperiale.

Trovo che (Jaqqa) sia dipinto in modo peggiore di quel che è realmente: oggi l'ho visto 
comperare degli schiavi, solo per liberarli successivamente. Alcuni di loro si sono uniti 
spontaneamente al suo clan. Gli altri forse lo faranno domani.

//Mese delle Semine, 1060// - Un amico ripete sempre che ci sono due motivi per trovarsi a Daaram: 
ci sei nato oppure stai fuggendo da qualcosa. Ce ne sono almeno altri due: è il luogo ideale 
per stipulare alleanze lontano da occhi indiscreti - o per cercare di sabotarle.

Ora so che io sono qui per questo.

Non ho mai visto tante Vipere a Daaram. Oggi hanno fatto qualcosa di incredibile: hanno sfidato Jaqqa 
mettendo piede nella sua dimora, assieme a dei messi imperiali! Si sono addirittura permesse di offrirgli 
un'alleanza. Jaqqa ci ha pensato e mi ha chiesto consiglio. Sembra che alla fine abbia scelto di accettare, 
ma il suo sguardo - che io conosco - mi dice che sta tramando qualcosa e che farà uso di questa opportunità 
al momento giusto...forse non possiede più la forza che lo ha portato a diventare quello che è, ma è con 
autorevolezza e con astuzia che ha mantenuto il suo ruolo in questa città.

//Note// - Sta per accadere qualcosa di grosso: si parla di una imminente visita di un alto funzionario imperiale, 
un Apostolo, forse Uriah oppure Valdemos. Durante questa trattativa si decideranno le sorti di Daaram...
oppure del mondo conosciuto?

Il Capitano Grigorios mi ha detto che dagli archivi sono spariti alcuni documenti che riguardano una storia 
che risale a 400 anni fa...la salita al potere di Tavon Kril.

//Lettera// - Maestro...come immaginavi, la tratta degli schiavi passa per di qua. Nonostante le interferenze 
ho potuto scoprire che le Vipere stanno portando gli schiavi alla Valle dei Re, il luogo dove fu sepolto 
il Re Conquistatore, Tavon Kril! Pare che stiano costruendo un edificio meraviglioso...ma a che scopo?

Oggi le Vipere sono venute a cercarmi, forse hanno scoperto quello che sto facendo. Dobbiamo fare pres...

Gli appunti si interrompono bruscamente. Valxsys narra che il "Re Conquistatore" fu costretto, forse con il ricatto a rimanere nel Continente Meridionale, poiché la sua fama era accresciuta pericolosamente nell'Impero. Egli rispettò le tradizioni dei popoli di Karnaasa, e lasciò che gli slaad partecipassero alle assemblee governative. Poi fu spinto a riprendere la sua spedizione e misteriosamente ricostituì una legione di uomini - ormai stanchi - che viaggiò verso il cuore del continente trovando così la propria fine. Fu riportato malato a Daaram dove morì. Quindi fu sepolto nella Valle dei Re.

Ecco la meta del gruppo. Randal spiega a Valxsys cosa è accaduto nella roccaforte e il mezzelfo promette di fare scortare il gruppo da Quendor fuori città. I compagni raggiungono la giungla all'alba e stremati si avventurano verso l'entroterra, risalendo la riva del grande fiume.

Dopo aver scorto delle rovine, i nostri decidono di accamparvisi (trattandosi di un posto asciutto per riposare), ma vengono attaccati da un piccolo branco di deinonychus a caccia. Il gruppo ha la meglio ma poi il rumore della battaglia e l'odore del sangue conducono sul posto un pericoloso e gigantesco predatore affamato, un tyrannosaurus rex. Dopo qualche secondo di esitazione e di studio reciproco, il predatore affronta il gruppo che alla fine riesce ad uccidere l'enorme bestia ma Rizlas è ingoiato dal mostro e viene salvato per miracolo da Hank e Uzbar.

12

Kyrios esplora le rovine e scopre fra i rampicanti un bassorilievo che narra una vicenda curiosa: figure umanoidi avanzano verso un tempio dove trovano un artefatto; quando lasciano l'edificio sono circondati da una sorta di aura, quindi si dirigono verso le montagne, superate le quali perdono la loro anima e la loro forma.

Il sauran mostra al compagno Hank la sua scoperta, inquietantemente simile alla sventura che ha colpito il gruppo. Poi Kyrios trova a terra una spilla magica raffigurante la testa di un serpente con le fauci spalancate, lasciata da qualcuno in tempi recenti. Hank ritiene che il posto si possa utilizzare come base per il campo.

Nel frattempo Mohr si prepara a scrutare con un incantesimo la posizione di Scarlatta. Immerge il bastone in una polla creatasi con l'acqua piovana nel pavimento del secondo edificio: l'acqua si increspa e sul fondo appaiono delle immagini.

La figura sinuosa di Scarlatta si trova in una gabbia appesa al soffitto di una stanza buia. Attorno alla gabbia si trova un naga che indossa una tunica scura, altre due figure serpentine in armatura e un uomo alto con il volto coperto e dei lunghi capelli bianchi che gli scendono dalle spalle. Il naga interroga Scarlatta per sapere chi sia il suo padrone ma lei non risponde; l'uomo lo rassicura dicendogli che prima o poi riusciranno a prendere anche "il suo Maestro".

Kyrios nel frattempo ricorda che Sparviero gli parlò in passato con tono avverso di un uomo alto, dai lunghi capelli albini, un uomo malvagio che aveva fatto parte dei Cercatori…l'incantesimo termina e il gruppo riposa e ritrova nuova forza dopo le ultime esperienze.

Il giorno successivo i compagni ripartono al mattino presto seguendo il corso del fiume. Il terreno è più asciutto e permette loro di viaggiare più rapidamente. Nel tardo pomeriggio essi superano alcuni dossi rocciosi e scorgono in lontananza una grande cascata che scende dai promontori verso il fiume. Risalendo a fianco della cascata e una volta raggiunta la cima del promontorio essi si trovano davanti a ciò che potrebbe essere la Valle dei Re.

Alcuni corsi d'acqua provenienti dalle montagne più a Sud hanno formato un ampio bacino naturale da cui poi ha origine la cascata. Dal bacino, coperto di vegetazione, emergono delle strutture, alcune più antiche - fra cui una sorta di tempio in rovina, un gigantesco ziqqurat in buone condizioni e numerosi edifici più bassi - e un grande tempio in costruzione al cui centro torreggia una sorta di gigantesca statua umanoide. Alcuni del gruppo sono presi da un dubbio: nessuno degli edifici presenta un'architettura simile a quella della prigione di Scarlatta osservata nella visione di Mohr.

La "valle" è larga qualche chilometro ed attorno al tempio in costruzione sull'altro lato, si scorgono numerose figure in movimento. Mohr suggerisce che gli schiavi devono essere stati portati nella valle attraverso delle grotte: le cascate da sole non sono sufficienti ad alimentare il bacino.

Il gruppo tuttavia decide di utilizzare le proprie risorse magiche per intraprendere la discesa lungo il costone ripido e scivoloso; in breve i compagni si ritrovano acqua alle ginocchia proprio al di sotto del tempio più antico, parzialmente affossato nel terreno fangoso.

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Ben presto i nostri scoprono di essere stati visti da un gruppo di schiavisti di guardia e si trovano così a doversi dividere per affrontarli in uno scontro insidioso: gli avversari non sono comuni yuan-ti, ma dei mezzo-sangue che presentano caratteristiche più mostruose che umanoidi che non avevano mai visto prima: hanno teste di serpente, o serpenti al posto degli arti, in più trasudano un potente acido dal corpo quando vengono colpiti (come una sorta di difesa naturale) e possiedono dei poteri magici.

Randal rimane gravemente ferito da una delle mostruose creature ma riesce ad evitare di essere sopraffatto grazie alla tattica, mentre il resto degli avversari viene piegato dalla forza bruta di Uzbar e dai potenti incantesimi di Kyrios. Uno degli yuan-ti viene tenuto in vita per essere interrogato.

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Nel frattempo sopraggiunge Rizlas, ferito in un combattimento mortale contro un pericoloso abominio in seguito al quale si è dovuto separare da Hank e Mohr.

I compagni cercano di sottrarre qualche informazione allo yuan-ti catturato con l'intimidazione, ma ricevono parole velenose tanto quanto la pelle stessa del mostro e così decidono di ucciderlo. Prima di essere giustiziato da Uzbar, il mostro giura ai compagni che troveranno la morte per mano del "Dio delle Vipere".

Il gruppo comprende che Scarlatta potrebbe essere tenuta come schiava qui, o prigioniera altrove. Rizlas afferma che dell'antico dio Zrakar, non resta che qualche leggenda. Così nella mente dei nostri inizia a farsi debolmente largo qualche ipotesi su quale sia l'obiettivo degli schiavisti: costruire un tempio per prepararsi ad accogliere un dio!

Il gruppo va alla ricerca dei compagni dispersi ma decide di fermarsi presso il tempio più antico. Rizlas sente dei lamenti uscire dall'interno e pensa possa trattarsi di qualche schiavo o prigioniero. Grazie ai sensi acuti, l'elfo trova un passaggio segreto per entrare nel tempio ma scopre suo malgrado che l'ingresso è protetto da un sigillo magico che serve più a rinchiudere ciò che sta all'interno che a proteggere il tempio dai trasgressori.

I compagni si trovano a dover affrontare una mummia, e riescono in breve ad avere la meglio, ma Uzbar viene ferito dall'immondo non-morto e dopo qualche istante perde le forze e la pelle inizia a putrefarsi intorno alla ferita. Rizlas crede non si tratti di una malattia naturale, ma piuttosto di una maledizione.

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Kyrios insiste per esplorare il tempio, accompagnato da Rizlas; dopo un paio di svolte, i due si imbattono in una grande sala sepolcrale dove si trovano dei sarcofaghi: da alcuni di essi è stato rimosso il coperchio. In mezzo alla sala c'è un trono, dove siede un essere mummificato immobile che indossa un elmo singolare; ai suoi piedi giace il corpo senza vita di un uomo, che ancora tiene nella mano un pugnale, la cui lama brilla nell'oscurità. Kyrios, protetto da un incantesimo di invisibilità, fa per avvicinarsi all'uomo e prendere il coltello; nel mentre però la mummia prende vita e rivolge i suoi occhi fiammeggianti verso il lucertoloide. Kyrios recita in fretta e furia un incantesimo di levitazione ed afferra il compagno riuscendo per poco a scampare alla presa del mostro.

Il gruppo riunito decide di lasciare il tempio prima che altri corpi mummificati si risveglino ed escano allo scoperto. Su pressione di Uzbar, preoccupato per la propria ferita, i compagni decide di arrampicarsi sugli alberi per riposare. Purtroppo però durante il sonno una yuan-ti di pattuglia scopre il nascondiglio del gruppo. Rizlas, di guardia, pensa che possa trattarsi di Scarlatta, ma dopo una breve conversazione la yuan-ti fa marcia indietro dando l'allarme. Rizlas cerca di fermarla piantandole una freccia nella schiena; credendola morta allerta il gruppo. La yuan-ti però è viva e lancia un incantesimo di oscurità per coprire la propria fuga.

Il gruppo decide di lasciare il posto per cercare un luogo all'asciutto in cui riposare. Esplorando la Valle, riesce quindi a raggiungere le cave e scopre un sistema di tronchi per spostare i pesanti blocchi di pietra verso il nuovo tempio in costruzione. Nella cava sembrano essere rinchiusi anche degli schiavi. Il posto tuttavia è pericoloso e ci sono diversi schiavisti di pattuglia, perciò Uzbar decide di cercare riparo altrove e torna indietro sui propri passi chiedendo a Rizlas di coprire le tracce del gruppo.

I compagni trovano rifugio in una grotta naturale a ridosso del costone di cui parlava il druido: Mohr esplora la grotta e comprende che è stata scavata dall'acqua. Cerca una via d'uscita verso l'alto e riesce a trovarla. Il gruppo si mette a riposare ma durante la notte Rizlas, ancora di guardia, vede una grossa pattuglia andare avanti e indietro alla ricerca del gruppo: lo stratagemma di Uzbar è funzionato…ma per quanto?

All'alba i compagni si risvegliano affaticati. Hank ha recuperato i propri poteri e così riesce a rimuovere la putrefazione della mummia dal corpo di Uzbar. Kyrios vorrebbe provare a localizzare con la magia la posizione di Scarlatta, ma l'incantesimo è a corto raggio, pertanto chiede a Mohr di scrutare di nuovo la yuan-ti.

Il druido muove la mano in una polla, l'acqua si increspa e mostra l'immagine di Scarlatta. Questa volta però il gruppo è fortunato: la visione mostra la luce intensa del sole che sorge. Lo yuan-ti al comando delle Vipere Urlanti è affiancato dalla giovane sentinella ferita affrontata da Rizlas durante la guardia notturna, mentre Scarlatta è scortata ma libera. Lo yuan-ti mette una daga nelle mani della Cercatrice e le indica…la Valle dei Re, proprio sotto di loro.

L'ipotesi di Uzbar secondo cui il livello dell'acqua sul fondo della Valle potrebbe essere determinato da una diga a monte, pare essere fondata.

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Il ranger indica ai compagni dove potrebbe trovarsi il luogo apparso nella visione. Mohr si tramuta in un grosso rapace e vola in avanscoperta; il gruppo lo segue risalendo la grotta naturale scavata dall'acqua e sebbene con fatica riesce a raggiungere la superficie, quindi si allontana dal costone e di conseguenza dalla Valle.

Randal pone in dubbio il fatto che Scarlatta, secondo la visione, sia davvero in sé. Dopo una mezzora di cammino nella vegetazione intricata Mohr fa ritorno dicendo al gruppo di aver visto Scarlatta nella giungla che si muove proprio nella loro direzione a passo lento, stremata e ferita. Ma non è sola: alcuni umanoidi si muovono furtivi a breve distanza da lei. Passano alcuni interminabili minuti in cui il gruppo si prepara ad accogliere Scarlatta e i suoi inseguitori, cogliendoli di sorpresa in una radura.

…e finalmente la yuan-ti appare al gruppo! Scarlatta nota la presenza massiccia di Uzbar malamente celata dal fogliame; il barbaro le fa un silenzioso cenno di saluto e le sussura che il suo gruppo è lì per conto di Dimitrios, per salvarla. Scarlatta lascia cadere l'arma e gli corre incontro per ringraziarlo, ma si ferma di colpo e rispondendo al barbaro "Tu non sei reale" estrae un pugnale e cerca di colpirlo.

Uzbar cerca di disarmarla quando arrivano i silenziosi inseguitori; uno di essi scocca una freccia che sibila sopra la testa del barbaro. Il gruppo si prepara a combattere. Gli inseguitori però circondano il gruppo, compatto nel suo nascondiglio, e un'altra freccia, questa volta scagliata da breve distanza, colpisce Uzbar nel fianco.

Kyrios, coperto da un incantesimo di invisibilità, fa comparire al centro della radura una trama iridescente, che attira allo scoperto i nemici: si tratta di sauran come lui, ma appartenenti alla razza delle scagliescure, forse mercenari.

Grazie all'incantesimo di Kyrios, Randal colpisce con la balestra, mentre Rizlas e Uzbar fanno a pezzi uno dei pericolosi sauran assassini. Uzbar mette Scarlatta al sicuro e la consegna a Hank che scopre che la mente della cercatrice è sotto l'influsso di un potente incantesimo di suggestione, tanto potente che egli stesso fallisce nel tentativo di dissolverlo.

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Il combattimento si conclude presto e il gruppo mette gli assassini in fuga. Scarlatta, ancora sotto l'effetto della suggestione, viene legata e imbavagliata da Randal. Il druido, tramutatosi in un grosso varano, guida il gruppo attraverso la folta giungla equatoriale verso un promontorio a un paio di ore di cammino, dove il gruppo passa la notte. Durante la notte l'incantesimo che soggioga la mente di Scarlatta esaurisce il suo effetto.

Il mattino successivo - dopo aver appurato che il gruppo non è al soldo dell'Impero e che intende davvero salvarla - Scarlatta fornisce le dovute spiegazioni.

Scarlatta - il cui vero nome è Alyss - appartiene al clan naga delle Zanne di Fuoco. Lo scopo del clan è opporsi alle Vipere Urlanti, un clan guidato da yuan-ti spregiudicati e pericolosi. Le Zanne di Fuoco, considerano ancora Zrakar l'unico vero dio della razza, e credono al mito secondo cui il suo potente spirito è ancora integro, intrappolato da qualche parte a Nord nelle distese ghiacciate di Aldgard, in attesa di essere liberato.

Le Vipere invece stanno cercando di creare un nuovo dio per dominare la razza. Scarlatta è giunta a Daaram seguendo la pista degli schiavisti delle Vipere. Si è procurata l'alleanza delle fazioni in gioco, ma quando ha scoperto il piano delle Vipere, queste la hanno catturata. Gli schiavi servono ad erigere un grande tempio, e il tempio serve ad ospitare e adorare il nuovo dio, il dio risvegliato.

Scarlatta parla inoltre di ciò che sta avvenendo sullo sfondo: un'alleanza tra l'Impero e le Vipere che può causare gravi squilibri geo-politici. L'Impero ha infatti concesso libertà e appoggio alle Vipere in cambio di una potente arma: le "bocche di fuoco", che renderebbero la flotta imperiale invincibile e pronta alla conquista del Mare Interno!

I ribelli non intendono permettere che questo avvenga e secondo Scarlatta essi hanno molta più conoscenza dei fatti di chiunque altro. Jaqqa, dal canto suo, sembra avere accettato il patto tra Impero e Vipere, ma Alyss crede che questo patto lo indebolirebbe soltanto e che egli abbia un progetto ben più oscuro che non ha rivelato a nessuno.

Uzbar e Kyrios vorrebbero liberare gli schiavi - inoltre Kyrios è incuriosito riguardo il "risveglio" magico del dio, in cui è implicato anche il misterioso umano dai lunghi capelli albini apparso nella visione, che Scarlatta rivela essere stato un Cercatore chiamato Nemesi. Randal vorrebbe al più presto lasciare il Continente Meridionale, Hank preferirebbe riferire all'Impero ciò che sta accadendo.

Alyss crede che liberare gli schiavi sia impossibile: si tratta di almeno un migliaio (fra uomini ed altre razze), sorvegliati da almeno un centinaio di schiavisti. Il "risveglio" del dio, che sta avvenendo nella fortezza che sovrasta la Valle dei Re, invece è in corso e può essere fermato: si tratterebbe di colpire i naga a capo delle Vipere che risiedono proprio nella fortezza…

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Alyss chiede al gruppo di accompagnarla in un'ultima pericolosa missione: impedire alle Vipere Urlanti di risvegliare il loro dio. Ciò vanificherebbe anche l'uso degli schiavi impiegati a costruire il tempio per ospitarlo. Il gruppo accetta nonostante la plausibile preoccupazione di Hank.

Guidati dal compagno ranger, i nostri attraversano la giungla verso il covo dei serpenti: la fortezza sovrasta un bacino naturale e l'intera vallata, ed è stata scavata in buona parte nella parete rocciosa alle proprie spalle, il suo ingresso ha la forma della testa di un serpente con le fauci spalancate. L'acqua dal bacino si getta nella Valle attraverso delle grandi cascate: l'acqua passa però attraverso una grande diga di pietra.

Kyrios utilizza il suo incantesimo sfera di invisibilità per attraversare la diga nel tentativo di avvicinarsi alla fortezza. Giunti dall'altra parte, Rizlas prende di nuovo la guida e precede il gruppo cercando un ingresso secondario. Il ranger riesce a scoprire un canale che pare attraversare la fortezza. Il gruppo si introduce così all'interno senza essere visto.

Attraverso il cunicolo il gruppo raggiunge proprio la stanza in cui era rinchiusa Alyss. La naga chiede a Kyrios di usare la magia per trovare il suo libro degli incantesimi e poter essere di supporto al gruppo. Kyrios localizza il libro di Alyss e il gruppo procede a tentoni nell'oscurità, fino a una stanza buia dove in un grosso scrigno di metallo sono conservati gli effetti magici della naga. Randal scassina la serratura e Alyss recupera la veste rossa da cui deriva il soprannome "Scarlatta" e il suo tomo degli incantesimi, lasciando ai compagni il resto del suo equipaggiamento, tra cui un potente anello del potere del camaleonte. Poco dopo sopraggiunge nel buio una naga mostruosa ma viene uccisa da Hank e Randal prima che possa dare l'allarme.

Il gruppo prosegue silenziosamente fino alla stanza dell'ingresso dove un gruppo di naga sta bruciando qualcosa in un grosso braciere. Uno dei serpenti è attirato dal rumore e si muove verso il gruppo. Rizlas riesce a gettarsi dietro una colonna; il gruppo formato da Kyrios, Uzbar e Alyss, avvolti dalla sfera di invisibilità, attraversa velocemente la stanza per gettarsi nel corridoio di fronte; Randal si arrampica sul soffitto. Hank rimane indietro e si nasconde in un magazzino ma fa rumore e attira l'attenzione del mostro sibilante…

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…prima che un accolito delle Vipere dia l'allarme, Randal gli piomba addosso con un attacco fulmineo e letale. Rizlas, Kyrios e i compagni protetti dalla sfera di invisibilità attendono nel salone che il gruppo di accoliti si allontani per riunirsi a Randal e Hank e proseguire.

Il gruppo sale una lunga rampa illuminata dalla luce naturale, poi raggiunge un'armeria, dove sembrano avvenire anche dei combattimenti. Qui il gruppo si scontra con un pericoloso yuan-ti abominio che brandisce una grossa scimitarra: un mostro che ha in tutto e per tutto la forma di un grosso serpente e possiede - oltre a sensi acuti e grande forza - dei poteri mentali. Unito tuttavia il gruppo ha la meglio, grazie anche alla resistenza fisica di Hank, agli attacchi furtivi di Randal e alla forza bruta di Uzbar, che abbandona la sfera di invisibilità per sventrare il mostro, che emette un sibilo acuto prima di essere fatto a pezzi.

Randal scopre una sala nelle vicinanze la cui aria è ben più calda e umida rispetto al resto della fortezza: si tratta di un allevamento. Randal vorrebbe distruggere le nidiate per creare un diversivo, attrarre gli accoliti e ammazzare i capi del clan; Alyss, in accordo con Uzbar, non vuole il massacro di creature inermi e chiede al gruppo di muoversi. Kyrios però nasconde un uovo di yuan-ti nello zaino.

Il gruppo scende l'ennesima rampa quando si trova a un bivio: a sinistra si sente scorrere dell'acqua, dall'altra invece provengono numerosi sussurri, sibili e fruscii. In quel momento appare Rizlas proprio dal lato sinistro e dice di avere trovato il dio dei serpenti!

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Randal scorge un grosso numero di yuan-ti che sta salendo la rampa in direzione del gruppo, che perciò si getta dietro a Rizlas. L'elfo li conduce in una stanza enorme ricavata nella roccia del promontorio, in parte artificiale e in parte naturale: il pavimento è coperto da pochi centimetri d'acqua che filtra dalle pareti, mente dall'alto penetra debole la luce del sole ad illuminare quello che pare un grosso altare, sopra il quale riposa il corpo di un uomo.

Randal tira una leva che fa abbassare una porta alle spalle del gruppo e rimane di guardia.

Hank analizza il defunto, vestito riccamente con abiti che secondo Rizlas risalgono all'Impero del passato; gli abiti ricchi sotto la mezza armatura e la procedura di imbalsamazione fanno pensare che l'uomo avesse coperto qualche importante carica militare. L'uomo tuttavia sembra morto di recente e qualcosa di simile a rampicanti avvolge l'altare e il corpo stesso in quello che Hank ritiene essere un misterioso rituale necromantico.

L'elfo e Scarlatta cercano una via di uscita verso l'alto, e trovano un passaggio. Randal scopre che l'altare è un sarcofago e che il corpo è stato adagiato sul coperchio…così assieme ad Hank inizia a strappare i "rampicanti" per liberare il corpo e spostarlo.

Uzbar ode dei rumori provenire da dietro la porta, che inizia ad alzarsi. Kyrios prepara il suo incantesimo di fulmine. Dall'altro lato si scorgono numerosi yuan-ti. Non appena la porta si apre, Kyrios lancia il suo incantesimo devastando le fila avversarie.

Tuttavia due mezzosangue e un grosso abominio fanno ingresso nella stanza. Poi succede qualcosa di incredibile: libero dal rituale, il corpo mummificato spalanca gli occhi di nera osurità.

Dopo aver ucciso uno dei mezzosangue, Uzbar viene allontanato dai poteri mentali dell'abominio, mentre Kyrios si protegge con l'incantesimo invisibilità. Rizlas copre il gruppo dall'alto scagliando frecce. L'abominio, rimasto solo, cerca di intrappolare Kyrios con l'incantesimo intralciare, ma questi riesce a fuggire.

Randal apre il sarcofago e raccoglie da esso dei doni cerimoniali, un elmo di metallo scuro e una daga avvolta in un fodero; quindi si dà alla fuga. Hank utilizza il suo potere di scacciare i non-morti, ma fallisce e la mummia gli strappa il medaglione divino dal collo on una forza sovrumana.

Uzbar colpisce la mummia, che sembra sensibile al fuoco e viene colpito a sua volta. Così Hank sguaina Lingua di Fuoco e attacca la mummia a sua volta. Questa cerca di proferire parola ma non ci riesce. Uzbar utilizza il potere donatogli dalla maledizione per scagliare via la mummia e scappare.

L'abominio grida al gruppo che sono dei pazzi ad avere risvegliato il dio prima del tempo. Hank raccoglie il suo simbolo sacro per fronteggiare di nuovo la mummia. Lo yuan-ti raggiunge l'altare e penetra la mente di Hank, ordinandogli di aiutarlo a rimettere la salma "al suo posto". La mummia lo colpisce e lo ferisce gravemente.

L'abominio si rivolge alla mummia chiamandolo "Kril" e chiedendogli di tornare a riposare, così il mostro si volta, in men che non si dica raggiunge l'abominio e lo strangola con le mani. Libero dal controllo mentale dello yuan-ti, Hank utilizza un incantesimo di camminare nell'aria per mettersi in salvo.

Nella sala sopraggiungono altri yuan-ti che cercano di fermare il mostro. Il gruppo lascia la cripta e raggiunge la superficie del promontorio, dandosi alla fuga.

Epilogo

La situazione nella Valle è complicata: gli yuan-ti stanno affrontando altri non-morti, probabilmente liberati a seguito della violazione del tempio. Uzbar rinuncia suo malgrado alla liberazione degli schiavi e dopo un giorno e mezzo di cammino raggiungono Daaram.

Pare che in qualche modo Jaqqa sia riuscito a sopraffare il messo imperiale (Apostolo) e anche Mer'shaa! La città è così passata in mano ai ribelli, che tengono gli imperiali sotto assedio nella rocca.

Scarlatta e il gruppo si dirigono verso la loro nave, attraccata poco fuori dalla città.

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