Nel Covo dei Serpenti

I protagonisti: Hank, calahan (umano) chierico - Kyros, sauran (lucertoloide) mago - Mohr, umano druido - Randal, mezzelfo ladro - Rizlas, silvan (elfo selvaggio) - Uzbar, calahan (umano) barbaro


I

Qualche settimana dopo aver affrontato i naga schiavisti - come si racconta in Oceano Blu - il gruppo di avventurieri si riunisce ad Astra in casa di Bradon e del cercatore Dimitrios, noto come Sparviero. Uzbar decide di seguire Bradon per sciogliere la maledizione che li affligge, mentre suo fratello fa ritorno alle pianure dei pelleverde.

Sparviero si rimette in contatto con Scarlatta, un cercatore che vive nel Continente Meridionale, nel tentativo di capire quale sia l'oscuro progetto dei naga e a che cosa possa servire loro la forza-lavoro degli schiavi.

Ben presto i nostri scoprono l'origine del nome affibiato a Dimitrios: la capacità di "volare alto e vedere più in là" di dove gli occhi possono arrivare. Durante la pratica divinatoria Sparviero mostra loro immagini oniriche dentro al fuoco, che divengono mano a mano più nitide e mostrano un esercito nemico, sceso da navi senza vessillo, mettere a ferro e fuoco la Città Libera di Astra.

Bradon e il Maestro vengono a sapere che effetti simili alla maledizione che ha colpito il gruppo sono stati annoverati da coloro che facevano ritorno dalle Terre Desolate. Per raggiungere quei luoghi infestati è necessario attraversare praticamente tutto il territorio dell'Impero: un viaggio pericoloso che i due cercatori possono portare avanti soltanto cammuffati grazie ai poteri di Bradon.

Nel frattempo, messi in allarme dal silenzio di Scarlatta e dalle visioni di Sparviero, i nostri si ritrovano nuovamente a bordo del noto Libeccio sotto la guida dell'altrettanto noto Capitano Agapyos, e ancora diretti verso il Continente Meridionale, Karnasa, destinazione Daaram. Il primo passo è della missione è trovare Scarlatta.

Dopo sei giorni di navigazione, i nostri ormeggiano verso mezzogiorno al Molo degli Stranieri della caotica metropoli di Daaram: sul porto si affacciano i tozzi edifici in pietra costruiti dagli imperiali, dietro ai quali si alzano torreggianti le gigantesche mangrovie chiamate joog nel cui tronco gli slaan costruirono i loro antichi insediamenti. Oltre la capitaneria, i compagni notano un solido edificio simile a una rocca nell'acqua che porta i vessilli imperiali. Quindi si addentrano nel quartiere del porto e trovano ristoro in un piccolo locale gestito da un vecchio di nome Alexei.

Dall'uomo essi scoprono che la città soffre di un grave squilibrio strutturale, eredità della sua natura di colonia dell'impero: gli slaan sono la maggioranza della popolazione, ma i ruoli di amministrazione sono tutti coperti da umani. Le autorità devono chiudere un occhio verso gli slaad, esattamente come hanno fatto con le ultime violenze subite da alcuni naga nel loro quartiere (gli slaan odiano i naga più di qualsiasi altra razza). L'uomo è preoccupato dal futuro e teme che presto avverrà una rivolta.

Intanto Mohr assume la forma di un rapace e compie dei giri di ricognizione sull'enorme città, sfreccia tra le mangrovie, sopra alle tende colorate delle chiatte del Mercato Galleggiante e tra le rovine del Mercato Nero, per poi dirigersi in mare aperto, dove scruta una grande navi in avvicinamento: la nave reca il vessillo imperiale ricamato sulle vele scure…poi alcuni uomini a bordo lo notano e lo indicano a un uomo misterioso, il cui volto è coperto da una maschera.

II

Il gruppo lascia la locanda e si divide. Kyros, Randal, Rizlas e Uzbar si avviano lungo una strada interna che costeggia il molo e notano una coppia di slaan ricattare un mercante naga. Randal decide di seguire i "ricattatori" e scopre che la loro prossima vittima è proprio il vecchio locandiere, Alexei. Mentre uno degli slaan è entrato nella locanda, il mezzelfo si apposta silenzioso sul tetto dell'edificio di fronte e uccide lo slaan di guardia a sangue freddo con un dardo. Quando sopraggiunge il compagno, uccide anche quello, gli strappa la borsa con le monete e si allontana di corsa.

Kyros, Rizlas e Uzbar entrano nella bottega di armaiolo gestita dal naga ricattato. Uzbar è ubriaco e infastidisce il mercante, che lamenta di avere già abbastanza problemi con i continui ricatti. Tuttavia poi il barbaro riesce a trattare con il naga e ottiene da questo un ottimo prezzo per l'incantamento della sua ascia in cambio di aiuto nel proteggere la merce della bottega durante la notte successiva dalla visita dei ricattatori.

Nel frattempo giunge trafelato Randal, che cerca di rubare un quadrello e si fa cacciare in malo modo; poco dopo rientra per lasciare a terra la borsa di monete rubata agli slaan. Kyros ottiene dal mercante una promessa di aiuto a trovare Scarlatta.

Il gruppo scopre che esiste un gruppo organizzato di "rinnegati", ribelli che mirano a rovesciare l'Impero e i naga per riconsegnare Daaram al popolo che la fondò, gli slaan. Mentre osservano la strada, Kyros e Rizlas notano un ragazzo che sta osservando il porto da un angolo. Kyros gli si avvicina mentre Rizlas gli scaglia contro il suo falco: spaventato, il ragazzo si dà alla fuga tra la folla sulla banchina.

Nel frattempo Mohr utilizza i suoi poteri per carpire informazioni dagli animali ma non scopre turbamento nel loro stato d'animo. Hank vaga per il porto alla ricerca di informazioni su Scarlatta e vede approdare il veliero dell'Impero. La forma dello scafo inquietante: la prua sembra avere la forma di una bestia con le fauci spalancate. Sul fianco è scritto "Giustizia".

Poi Hank si scontra con il ragazzo messo in fuga da Rizlas: egli si sta muovendo verso la grande nave imperiale. Hank nota l'uomo con la maschera d'oro mentre sta scendendo dalla nave, sempre circondato da figure ammantate. In quel momento viene raggiunto da Mohr e i due notano che il ragazzo ha estratto un coltello e si sta muovendo nella direzione dell'uomo dalla maschera d'oro!

Mohr lancia un incantesimo che surriscalda il coltello nel tentativo di fermare il ragazzo. Poi avviene tutto in pochi secondi: il ragazzo si fa spazio tra la folla, rompe il cordone dei soldati e lanciando un grido si avventa contro l'uomo con la maschera d'oro. Le figure incappucciate si frappongono fra vittima e aggressore. Prima di colpirlo, però, lascia cadere l'arma incandescente e i ruoli si invertono: l'uomo con la maschera si avvicina al ragazzo, alza il braccio e stringe il pugno e il ragazzo cade a terra apparentemente senza vita.

III

Il ragazzo e la sua arma magica vengono portati via velocemente da alcuni soldati, mentre altri rinforzano il cordone per tenere lontano la folla in subbuglio, dentro cui si perde il grido di protesta lanciato da Mohr verso l'uomo con la maschera d'oro.

Il corteo riprende la marcia verso la "rocca" sotto gli occhi di due osservatori distaccati notati da Hank e Mohr. I due uomini si consultano per poi ritirarsi nell'ombra di una casa.

Il gruppo si riunisce nella bottega del naga armaiolo. Hank scopre dal naga, Sirlin, che la città - i bassifondi e il "mercato nero" - sono controllati da uno slaan pericoloso, di nome Jaqqa che sapendo tutti di tutti potrebbe conoscere anche la sorte di Scarlatta.

Mentre esce a farsi un giro, Randal viene additato da un uomo a due soldati di guardia ma riesce a seminarli. Mohr attacca briga con i due uomini ed evoca una creatura mostruosa: la situazione prende una brutta piega ma Randal interviene gettando una pietra del tuono che produce un rombo assordante. I due soldati sono prima frastornati e poi messi in fuga da Uzbar che fa a pezzi il mostro. Il frastuono attira diversi curiosi e Randal si defila, seguito da Mohr. Randal cerca dei vestiti per cammuffarsi.

I due raggiungono il gruppo al negozio soltanto al calare del sole. La bottega di Sirlin è chiusa e il naga ha lasciato soltanto il compagno ad affiancare il gruppo.

La luna è ora alta nel cielo scuro. Randal e Mohr si accorgono di un rumore che proviene dal tetto dell'edificio e i rumori al piano di sopra mettono in allerta Hank e Uzbar che si dirigono verso la porta dietro il bancone quando la maniglia si abbassa e la porta si apre, lasciando che il debole lume della stanza illumini la figura sgraziata di uno slaan.

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